Carburanti: bene il taglio delle accise, con un risparmio di 14,60 euro ad automobilista in 20 giorni. Ma non basta!

Necessario un intervento più incisivo e meno spot.

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Finalmente qualcosa si muove sul fronte dei carburanti: è stato deciso ieri il taglio delle accise che abbiamo richiesto fin dal primo momento per calmierare i prezzi alla pompa e per evitare ripercussioni sui prezzi dei beni di largo consumo all’indomani dello scoppio della guerra in Medio Oriente.

Ieri il Consiglio dei Ministri ha varato un provvedimento che prevede un taglio delle accise di circa 20  centesimi + Iva per benzina e diesel e di 12 centesimi per il GPL, per la durata di 20 giorni.

Un taglio che vale, per ogni automobilista, circa 14,60 euro per costi diretti in questi 20 giorni.

Accogliamo con favore questo passo avanti, ma ancora non basta: visti i maggiori incassi provenienti proprio dell’aumento delle accise sui carburanti che era stato deciso dal Governo nei mesi scorsi nonché dall’extragettito IVA sui prezzi e sulle stesse accise, che ora sono spinti su dalla rapida e incredibile crescita dei prezzi dei carburanti, c’è margine per un intervento più incisivo, che possa durare ben più di 20 giorni previsti, durata che non vorremmo solo provvisoria, a cavallo tra il referendum e la Pasqua.

Inoltre, è apprezzabile che sia stata accolta la nostra richiesta di maggiori poteri di verifica e contrasto ai fenomeni speculativi in capo a Mr. Prezzi. Siamo convinti però che questa attività non si debba limitare al settore dei carburanti, ma debba monitorare e sanzionare severamente anche possibili speculazioni sui prezzi di beni e servizi al consumo, sui quali devono essere previsti interventi di contenimento anche attraverso la leva fiscale.

Peccato, poi, che tali controlli non siano retroattivi: ci sono pervenute alcune segnalazioni di cittadini su diversi distributori che ieri, proprio in vista del CdM e del possibile taglio delle accise, avrebbero aumentato i costi di benzina e diesel.

Oltre a ciò, il Decreto varato ieri presenta delle criticità anche sul fronte delle agevolazioni destinate alla logistica che si limitano al trasporto pesante, il quale rappresenta solo una parte del parco veicoli utilizzato per la distribuzione dei beni di largo consumo; queste perciò andrebbero estese anche agli altri automezzi usati nella catena distributiva.

Altra grave criticità risiede nel fatto che una parte rilevante delle coperture è stata reperita attraverso un taglio agli stanziamenti per scuola, lavoro e sanità, anziché da quel maggior gettito che stimiamo, dall’anno scorso, in oltre un miliardo di euro e da apposite misure contro l’evasione fiscale e gli extraprofitti.

Pur apprezzando, perciò, questo primo passo, siamo convinti che esso non sia sufficiente: per questo, insieme alle Associazioni dei consumatori maggiormente rappresentative in Italia, abbiamo chiesto un incontro alla Presidente del Consiglio, preoccupati  delle ripercussioni sui prezzi energetici e al consumo che ricadranno su famiglie il cui potere di acquisto è stato già messo a dura prova da anni di rincari, speculazioni e di mancata crescita dei redditi.

In una fase come questa è necessario, a nostro avviso, agire urgentemente per rimodulare l’IVA su alcuni beni di largo consumo (operazione che genererebbe un risparmio di oltre 530 euro annui a famiglia già solo agendo sui beni alimentari essenziali e su quelli per la cura delle persone) e mettere in atto, in maniera strutturale, una misura che rivendichiamo da anni, ovvero una norma innovativa che scorpori le accise dall’applicazione dell’IVA sui carburanti.

Mancano del tutto, invece, misure sull’energia, mentre oggi il prezzo del gas è quasi raddoppiato rispetto tre settimane fa, superando i 60 centesimi a metro cubo, e tende a salire ancora: serve quanto meno ridurre il carico Iva al 10% sull’intero volume dei consumi domestici, cioè allo stesso livello dell’elettricità, sulla quale, invece, andrebbe ridotto il peso degli oneri generali di sistema, di cui va ripreso il trasferimento parziale sulla fiscalità generale che due anni fa è stato bruscamente interrotto.

Rinnoviamo, perciò, la richiesta al Governo di intervenire urgentemente anche su questo versante.