Il 18 aprile di 75 anni fa veniva firmato il Trattato di Parigi, che rappresenta il primo vero passo concreto verso l’integrazione europea dopo la Seconda guerra mondiale.
Firmato dal Belgio, dalla Repubblica federale di Germania, dalla Francia, dall’Italia, dal Lussemburgo e dai Paesi Bassi, istituisce la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA) con l’obiettivo di mettere in comune la produzione di carbone e acciaio, eliminare dazi e barriere tra gli Stati membri e controllare in modo condiviso queste risorse strategiche.
La proposta per l’istituzione della CECA era stata avanzata un anno prima, il 9 maggio del 1950, dal ministro degli Affari esteri francese Robert Schuman. Nella divenuta celebre “Dichiarazione Schuman” aveva affermato che con l’istituzione di tale Comunità “la solidarietà nella produzione così stabilita renderà chiaro che qualsiasi guerra tra Francia e Germania diventa non solo impensabile, ma materialmente impossibile”. Carbone e acciaio erano infatti risorse fondamentali per produrre armi e mettendole sotto un controllo comune, nessuno Stato avrebbe potuto riarmarsi di nascosto, garantendo di fatto un periodo di pace.
Il Trattato ha inoltre gettato le basi di molte delle Istituzioni moderne dell’UE istituendo un esecutivo noto come “Alta Autorità”, predecessore dell’odierna Commissione europea, un’Assemblea parlamentare, un Consiglio dei ministri, una Corte di giustizia e un comitato consultivo.