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HIV/Aids, l’Unione Africana all’ONU: farmaci accessibili per tutti. La pandemia non è finita

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A CURA DELLA REDAZIONE WEB

A quarantacinque anni dalla comparsa dei primi casi, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha rinnovato l’appello alla comunità internazionale per porre fine all’HIV come minaccia per la salute pubblica entro il 2030. Nel corso della riunione, la Missione permanente di osservazione dell’Unione Africana ha chiesto con forza il rafforzamento dei sistemi sanitari, un maggiore impegno nei finanziamenti e un accesso equo e a prezzi accessibili ai farmaci preventivi e ai vaccini, sottolineando le profonde disparità esistenti tra i Paesi.

I dati ONU mostrano progressi reali: i decessi correlati all’AIDS sono diminuiti del 70% rispetto al picco del 2004 e oltre 32 milioni di persone ricevono oggi la terapia antiretrovirale. Tuttavia, alla fine del 2024 ancora 9,2 milioni di persone bisognose di cure non vi avevano accesso, 1,3 milioni hanno contratto il virus e 630.000 sono morte per malattie correlate.

La direttrice generale di UNAIDS, Winnie Byanyima, ha lanciato un monito netto: i progressi restano fragili e rischiano di essere vanificati dal calo dei finanziamenti internazionali, dalla riduzione dei programmi di prevenzione e dalle crescenti violazioni dei diritti delle popolazioni più vulnerabili.

Federconsumatori esprime piena solidarietà con la richiesta dell’Unione Africana e ribadisce che l’accesso ai farmaci salvavita è un diritto universale, non un privilegio. Le disuguaglianze nell’accesso alle cure rappresentano una delle forme più gravi di ingiustizia globale. L’Italia e l’Unione Europea devono sostenere con determinazione gli obiettivi ONU per il 2030, anche attraverso politiche attive sul prezzo dei medicinali e il rafforzamento della cooperazione sanitaria internazionale.