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Un adulto su tre non capisce il foglietto illustrativo dei farmaci: lo studio che sfata un luogo comune

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A CURA DELLA REDAZIONE WEB

Non è una difficoltà legata solo all’età avanzata: un adulto su tre tra i 35 e i 64 anni fatica a comprendere il foglietto illustrativo di un medicinale, a compilare un questionario medico o a ricordare con precisione le indicazioni del proprio medico. È quanto emerge dal primo studio che valuta l’alfabetizzazione sanitaria nella popolazione di mezza età, pubblicato sul Journal of General Internal Medicine e condotto dai ricercatori della Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago.

Su oltre 1.000 pazienti testati, il 32,5% ha dimostrato competenze limitate nella comprensione di testi sanitari, nelle istruzioni per l’assunzione dei farmaci e nel ricordare informazioni ricevute durante una visita medica. Il fenomeno riguarda anche Millennials e Gen X — generazioni tecnologicamente alfabetizzate ma non necessariamente formate sul linguaggio medico. Chi ha mostrato maggiori difficoltà è risultato più esposto a patologie croniche, politerapia farmacologica e peggiori performance cognitive, con una correlazione significativa con livelli di scolarizzazione più bassi e redditi ridotti.

Gli autori dello studio chiedono una semplificazione del linguaggio dei foglietti illustrativi, attualmente calibrati sul livello di uno studente di scuola superiore: andrebbero portati al livello di uno studente delle medie. “Si spendono miliardi per sviluppare farmaci, ma si investe molto meno nell’aiutare i pazienti a usarli correttamente”, osserva il primo autore Michael Wolf.

Federconsumatori condivide pienamente questa istanza e la rilancia con forza: la chiarezza delle informazioni sui farmaci non è un optional, ma un diritto del consumatore-paziente. Foglietti illustrativi incomprensibili, ricette illeggibili e comunicazioni sanitarie oscure non sono un problema culturale dei pazienti, ma un deficit strutturale del sistema. L’associazione chiede alle autorità regolatorie e all’industria farmaceutica di investire concretamente nella semplificazione del linguaggio sanitario, a partire proprio dai bugiardini dei medicinali di uso comune.