Secondo il rapporto Fapav-Ipsos 2025, il fenomeno della pirateria audiovisiva registra nel 2025 un calo del 4% rispetto al 2024 e del 7% nel biennio, con oltre un milione di persone che hanno smesso di piratare negli ultimi due anni. Il danno economico stimato rimane tuttavia significativo: 2,3 miliardi di euro.
La tendenza al ribasso è più marcata tra i giovanissimi: nel 2025 il 37% degli adolescenti tra 10 e 14 anni ha compiuto almeno un atto di pirateria, in calo dal 40% del 2024 e dal 45% del 2023, raggiungendo il minimo storico. Tra gli adulti, la quota si attesta anch’essa al 37%, con circa 290,6 milioni di atti illeciti complessivi (-9% sul 2023).
I contenuti più colpiti restano i film (28%), seguiti da serie e fiction (22-23%), programmi televisivi (19-20%) e sport live (14%). Proprio lo sport live rappresenta un’eccezione al trend generale: pur registrando per la prima volta dal 2021 una lieve flessione nel numero di pirati, gli atti illeciti sono aumentati dell’8% rispetto al 2023, con i pirati più assidui che raggiungono una media di 26 atti annui.
La pirateria digitale resta la modalità prevalente (35%), mentre il passaparola si conferma il principale canale di diffusione dei servizi illeciti (47%), davanti ai motori di ricerca (34%) e ai social network (29%).
Federconsumatori ribadisce la propria contrarietà a qualsiasi forma di pirateria audiovisiva: un fenomeno che danneggia l’intera filiera creativa, impoverisce il mercato legale e, in ultima analisi, penalizza gli stessi consumatori. Tutelare la legalità significa difendere l’ecosistema culturale.