Un fenomeno in rapida espansione e sempre più allarmante. Secondo il 4° Rapporto statistico UNICEF Italia “Lavoro minorile in Italia: rischi, infortuni e sicurezza sui luoghi di lavoro”, tra il 2020 e il 2025 il numero di minorenni tra i 15 e i 17 anni che lavorano in Italia è più che raddoppiato, passando da 35.505 a 81.565 unità. I settori predominanti sono il lavoro dipendente e quello agricolo. Allargando lo sguardo alla fascia fino ai 19 anni, il numero di occupati è cresciuto del 37,6% tra il 2021 e il 2024, con la Lombardia in testa per concentrazione di giovani lavoratori.
Il quadro si fa ancora più grave analizzando gli infortuni sul lavoro: tra il 2020 e il 2024 sono state presentate all’INAIL oltre 330.000 denunce da lavoratori under 19, con 92 casi mortali — 14 nella fascia sotto i 14 anni e 78 tra i 15 e i 19 anni. Nella fascia 15-17 anni il tasso di denunce di infortunio è salito dal 16,38% del 2020 al 22,79% del 2024.
Sul fronte retributivo, il Rapporto conferma la persistenza del divario di genere: i ragazzi under 19 guadagnano in media 335 euro settimanali, le ragazze 267 euro, nonostante queste ultime abbiano registrato nel periodo una crescita percentuale leggermente superiore (+12,2% contro +11,7%).
«Questo diritto non è negoziabile», ha dichiarato Nicola Graziano, Presidente UNICEF Italia, sottolineando la distanza ancora significativa tra il riconoscimento formale dei diritti dell’infanzia e la loro attuazione concreta nel nostro Paese.