Dal 12 giugno 2026, è in vigore in tutti i Paesi dell’Unione Europea il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo. Un passaggio che preoccupa profondamente le organizzazioni a tutela dell’infanzia. Terre des Hommes Italia lancia l’allarme: il nuovo sistema rischia di ridurre le tutele per bambini, bambine e adolescenti, introducendo procedure che non tengono adeguatamente conto della loro vulnerabilità.
Tra i punti più critici segnalati dall’organizzazione figura la possibilità di rimpatriare minori, inclusi quelli non accompagnati, verso Paesi con cui non hanno legami significativi o che non offrono garanzie adeguate di accoglienza e protezione. Un rimpatrio che, per un minore, non può essere trattato come una semplice procedura amministrativa: può significare un nuovo sradicamento e l’esposizione a condizioni di grave vulnerabilità.
Preoccupano inoltre le procedure di accertamento alle frontiere, che nei fatti rischiano di equiparare i minori agli adulti, e la possibilità di ricorrere a misure coercitive per la raccolta di dati biometrici — come le impronte digitali — su bambini a partire dai 6 anni di età. Destano allarme anche i tempi di trattenimento: il nuovo Patto prevede la possibilità di trattenere fino a 24 mesi anche famiglie con bambini e minori non accompagnati, con il rischio di lunghe permanenze in luoghi inadeguati o dannosi per il benessere e lo sviluppo dei più piccoli.
Terre des Hommes ricorda che con la Legge Zampa l’Italia aveva compiuto un significativo passo avanti nella tutela dei minori stranieri non accompagnati: il nuovo quadro europeo rischia di mettere in discussione quei principi fondamentali del diritto europeo e internazionale in materia di diritti umani.