Un gruppo di ricercatori dell’Università di Valencia ha sviluppato un sistema che permette alle reti neurali dell’intelligenza artificiale di imitare il meccanismo di regolazione reciproca dei neuroni sensoriali umani, quello che ci consente di percepire dettagli anche in condizioni di scarsa visibilità, come nebbia, buio o pioggia intensa.
Fino a oggi, infatti, i veicoli a guida autonoma sono risultati meno efficaci degli esseri umani proprio in questi scenari: privi del meccanismo di “regolazione del volume” che il cervello umano applica ai segnali visivi più deboli, i sistemi self-driving possono diventare ciechi agli ostacoli in condizioni di luce ridotta o assente.
Sottoposti a test di guida in simulatori virtuali con visibilità fortemente compromessa, i modelli di intelligenza artificiale addestrati a replicare questo meccanismo biologico hanno ottenuto prestazioni superiori di oltre il 20% rispetto alle versioni standard, anche in condizioni di nebbia fitta e oscurità totale.
Ogni progresso nella guida autonoma deve essere accompagnato da una rigorosa validazione indipendente e da una piena trasparenza verso i consumatori sui reali limiti e margini di sicurezza di questi sistemi, prima di una loro eventuale diffusione su larga scala.