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Adolescenti e social media: 4,5 ore online al giorno. La salute mentale delle nuove generazioni non può essere sacrificata agli interessi commerciali delle big tech

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A CURA DELLA REDAZIONE WEB

Gli adolescenti europei trascorrono in media 4,5 ore al giorno sui social media durante i giorni scolastici e oltre 6 ore nel fine settimana, con il 14% che supera le 10 ore quotidiane di fronte a uno schermo. È quanto emerge da un recente Eurobarometro condotto tra i giovani di 13-18 anni, che fotografa un rapporto con il mondo digitale sempre più intenso e non privo di conseguenze sul benessere psicologico.

I dati più preoccupanti riguardano l’impatto emotivo: quasi un adolescente su tre dichiara esplicitamente di sentirsi stressato, triste o socialmente escluso a causa dei social media. Il 45% tende a confrontarsi con gli altri utenti, il 41% sperimenta la cosiddetta fear of missing out — la paura di essere tagliati fuori. Un quarto dei giovani si è imbattuto in contenuti problematici come discorsi d’odio, promozione di alcol o pressioni estetiche legate a standard di bellezza irrealistici. Il 39% segnala la presenza massiccia di contenuti generati dall’intelligenza artificiale, il 35% di informazioni false o fuorvianti.

Il quadro è ambivalente: il 48% degli adolescenti riconosce un impatto positivo dei social sul proprio benessere, soprattutto per il senso di connessione con gli altri (70%), le opportunità di apprendimento (65%) e il contatto con amici e familiari (53%). Ma i genitori sembrano sottovalutare sistematicamente il tempo trascorso online dai figli: oltre il 50% lo giudica già negativamente, e il 36% ritiene che i social abbiano un impatto dannoso sulla salute mentale dei propri ragazzi.

L’indagine segnala inoltre una correlazione significativa tra l’età di primo accesso ai social e il tempo totale di utilizzo: chi ha iniziato prima dei 10 anni trascorre nel weekend 7,5 ore al giorno davanti agli schermi, contro le 5,7 ore di chi ha iniziato dopo i 14 anni.

I dati dell’Eurobarometro confermano l’urgenza di un intervento strutturale — commenta Federconsumatori, chiedendo alle istituzioni europee e al Governo italiano di accelerare sull’introduzione di sistemi efficaci di verifica dell’età, sulla regolamentazione degli algoritmi e sull’obbligo per le piattaforme di rimuovere i contenuti dannosi per i minori.

La salute mentale delle nuove generazioni non può essere sacrificata agli interessi commerciali delle big tech.