Gli aeroporti di Roma potrebbero rallentare l’applicazione del nuovo sistema biometrico per il controllo delle frontiere introdotto dall’Unione europea, per evitare che l’ondata di turisti estivi mandi in tilt gli scali della Capitale tra code e ritardi. L’allarme arriva dall’amministratore delegato di Aeroporti di Roma, Marco Troncone, che al Financial Times ha dichiarato come l’unica strada per scongiurare un disastro nelle settimane di maggiore traffico sia permettere ad alcuni passeggeri di non passare dal nuovo sistema di ingresso e uscita, denominato EES, poiché non è realistico registrare il cento per cento dei viaggiatori.
Il meccanismo, entrato in funzione a metà aprile, prevede la registrazione di nome, cognome, data di nascita, data e luogo di ingresso e uscita da un Paese europeo che utilizza l’EES, i dati biometrici (l’immagine del volto e le impronte digitali) e l’eventuale respingimento, e cioè il rifiuto di ingresso in Europa ed ha l’obiettivo di rendere i controlli alle frontiere più agili.
La Commissione europea difende il sistema, assicurando che è pienamente operativo e funzionante in tutti i Paesi Schengen, e attribuisce i ritardi a criticità preesistenti come la carenza di personale e i limiti infrastrutturali, ricordando che le norme prevedono margini di flessibilità, compresa la possibilità di sospensione temporanea dei controlli biometrici, restando comunque agli Stati membri il compito di garantirne la corretta applicazione.