Ha preso il via nel Regno Unito, con un’estensione prevista in tutta Europa, la fase 3 della sperimentazione clinica del trontinemab, farmaco sviluppato da una nota azienda farmaceutica con l’obiettivo di prevenire l’Alzheimer in persone ancora sane ma geneticamente o biologicamente predisposte a svilupparlo.
Lo studio, denominato PrevenTRON, coinvolgerà circa 1.600 partecipanti selezionati tramite un esame del sangue in grado di rilevare la proteina p-tau217, un biomarcatore associato al rischio di futuro declino cognitivo. Secondo una ricerca pubblicata su JAMA nel 2026, le persone con livelli molto elevati di questo biomarcatore presentano una probabilità stimata del 78% di sviluppare un deterioramento cognitivo nei successivi dieci anni.
Il farmaco, un anticorpo monoclonale bispecifico, ha già mostrato nelle fasi precedenti della sperimentazione la capacità di ridurre in modo significativo le placche amiloidi nel cervello di pazienti con Alzheimer in fase precoce, con un profilo di effetti collaterali più contenuto rispetto ad altri trattamenti della stessa categoria. Resta però da dimostrare se questa riduzione si traduca effettivamente in un rallentamento del declino cognitivo: i risultati del trial di fase 3, che si concentra sulla prevenzione, richiederanno dai quattro ai sei anni di osservazione.