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Caro energia, l’86% degli italiani teme l’impatto delle bollette sui bilanci familiari

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A CURA DELLA REDAZIONE WEB

Il peso delle bollette energetiche continua a gravare sulla vita degli italiani. Secondo la ricerca “Povertà energetica e benessere economico: il punto di vista delle famiglie italiane”, realizzata da Ipsos Doxa per Fondazione Banco dell’Energia su dati raccolti nel maggio 2026, l’86% dei cittadini teme le conseguenze dell’aumento dei costi energetici sui bilanci domestici, mentre il 50% dichiara di non sentirsi in grado di affrontare spese impreviste.

L’80% degli intervistati si dice preoccupato per i rincari di luce e gas, e l’86% collega direttamente il rischio di ulteriori aumenti alle tensioni geopolitiche internazionali — dato in forte crescita rispetto al 77% della precedente rilevazione. Le difficoltà economiche incidono sulla qualità della vita: il 54% si dichiara insoddisfatto della propria situazione finanziaria, otto persone su dieci ammettono di non riuscire a sostenere alcune spese e il 59% ritiene che la propria qualità della vita sia peggiorata. Sul fronte delle aspettative, il 67% prevede che la propria situazione economica rimarrà invariata o peggiorerà nei prossimi mesi.

Cresce parallelamente la consapevolezza sulla povertà energetica: tre italiani su quattro (75%) dichiarano di conoscere il fenomeno. I risultati sono stati presentati a Roma durante l’ottava plenaria della Fondazione Banco dell’Energia, che celebra dieci anni di attività: dal 2016 ha raccolto e distribuito oltre 15 milioni di euro, sostenendo più di 20mila beneficiari attraverso oltre 160 progetti territoriali.

Questi dati confermano ciò che Federconsumatori monitora con preoccupazione crescente: il caro energia non è un’emergenza congiunturale, ma una condizione strutturale che erode il potere d’acquisto delle famiglie italiane, in particolare delle più vulnerabili. Per questo è urgente che il Governo rafforzi le misure di sostegno: dal potenziamento del bonus sociale energetico alla riforma degli oneri di sistema, fino a politiche industriali che riducano la dipendenza dalle materie prime soggette alla volatilità dei mercati internazionali.

La transizione energetica deve essere giusta e inclusiva, e non lasciare indietro chi è già in difficoltà.