Dotarsi di un impianto per il raffrescamento non è una spesa alla portata di tutti, e nel 2026 lo è ancora meno. L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha monitorato i prezzi dei principali dispositivi per combattere il caldo, registrando un aumento medio rispetto al 2025 del +2,4% su tutta la categoria.
La forbice più significativa riguarda i climatizzatori fissi mono split: i modelli in classe energetica A++ oscillano tra 299,00 e 529,00 euro (+3/+6% sul 2025), mentre quelli di classe A+++ – i più efficienti ma anche i più costosi – arrivano tra 999,00 e 1.499,00 euro (+5/+3%). Una differenza di prezzo che condiziona pesantemente le scelte delle famiglie, spingendo quelle con minore disponibilità economica verso apparecchi meno efficienti, con ricadute dirette sulla bolletta elettrica nel lungo periodo.
Anche i costi di installazione sono aumentati: per un singolo elemento si va da 155,00 a 360,00 euro a seconda della complessità del lavoro, con un rincaro del 3% su entrambe le fasce rispetto al 2025.
Sul fronte delle alternative più economiche, i ventilatori a tre velocità restano accessibili (19,90–99,99 euro, sostanzialmente stabili), mentre i modelli a soffitto toccano i 299,00–345,00 euro (+3/+2%). I deumidificatori con serbatoio da 2 litri partono da 49,90 euro con variazioni minime, mentre quelli da 5 litri salgono fino a 445,49 euro.
«Il mercato del raffrescamento evidenzia una dinamica paradossale», osserva Federconsumatori. «I dispositivi più efficienti – e quindi meno costosi nel lungo periodo -sono economicamente inaccessibili per molte famiglie. Il risultato è che chi ha meno risorse si ritrova a spendere di più, sia all’acquisto che in bolletta. Serve un intervento strutturale che renda l’efficienza energetica una scelta possibile per tutti, non un privilegio».