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Diossine e PCB negli alimenti: l’EFSA abbassa i limiti di sicurezza, ma l’esposizione resta preoccupante

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A CURA DELLA REDAZIONE WEB

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha aggiornato la propria valutazione sul rischio da diossine e policlorobifenili (PCB) diossina-simili, abbassando la dose settimanale tollerabile (DST) a 0,6 picogrammi per chilogrammo di peso corporeo — circa tre volte inferiore rispetto al limite fissato nel 2018. La revisione segue l’aggiornamento dei fattori di tossicità equivalente (TEF) utilizzati per misurare la tossicità combinata di queste sostanze.

Diossine e PCB sono contaminanti ambientali persistenti che si accumulano nella catena alimentare, concentrandosi in particolare in carne, pesce, latte, uova e derivati. L’effetto critico individuato dall’EFSA riguarda lo sviluppo riproduttivo maschile: dati su animali e esseri umani evidenziano una riduzione della produzione e concentrazione degli spermatozoi nei figli maschi esposti durante la vita fetale e nei primi stadi di vita.

Nonostante le nuove stime di esposizione risultino inferiori del 27-35% rispetto alle precedenti, l’EFSA conclude che l’assunzione alimentare di queste sostanze supera ancora la nuova DST in tutte le fasce d’età della popolazione europea, con i valori più elevati nell’infanzia e nell’adolescenza. Preoccupazione specifica riguarda le donne in età fertile, per i potenziali effetti sui nascituri.

Alla luce di questo parere, la Commissione europea e gli Stati membri potranno procedere a una revisione dei limiti massimi attualmente in vigore negli alimenti e nei mangimi. L’EFSA condurrà inoltre entro fine 2027 una valutazione complessiva rischi-benefici del consumo di pesce.

Il nuovo parere dell’EFSA conferma ciò che Federconsumatori sostiene da tempo: i limiti di sicurezza devono essere aggiornati con continuità sulla base delle migliori evidenze scientifiche disponibili, commenta Federconsumatori. Che l’esposizione a contaminanti persistenti superi ancora le soglie tollerabili, in particolare per bambini e adolescenti, è un dato che richiede risposte urgenti a livello europeo e nazionale. Chiediamo alla Commissione europea e al Governo italiano di procedere senza ritardi alla revisione dei limiti negli alimenti, garantendo ai consumatori la massima protezione possibile.