Le bandiere verdi 2026 celebrano chi cura il territorio, le filiere locali e gli ecosistemi.
Sono 19 le bandiere verdi assegnate da Legambiente nel 2026 ai territori dell’arco alpino, premiate nel corso del X Summit nazionale svoltosi a Rovereto. Un riconoscimento che va a comunità, cooperative, associazioni e università impegnate in un modello di sviluppo montano fondato su sostenibilità, economia locale, cura degli ecosistemi e coesione sociale.
In testa al palmares il Friuli-Venezia Giulia con 5 riconoscimenti, seguito da Trentino-Alto Adige, Piemonte e Lombardia. Tra le storie premiate spiccano esperienze di rigenerazione territoriale, tutela dei fiumi, filiere etiche della lana e progetti di inserimento lavorativo per persone con fragilità — un segnale concreto che sostenibilità ambientale e inclusione sociale possono camminare insieme.
Accanto ai riconoscimenti positivi, Legambiente ha assegnato 7 bandiere nere per pratiche di sviluppo poco sostenibili. Tra queste, quella al Comune di Cortina d’Ampezzo per le infrastrutture olimpiche – la nuova pista da bob e la cabinovia Apollonio-Socrepes – realizzate ignorando alternative sostenibili e i rischi di dissesto idrogeologico.
Federconsumatori condivide l’allarme lanciato da questo appuntamento annuale: la montagna non è una risorsa illimitata da sfruttare, ma un bene comune da tutelare nell’interesse delle comunità che la abitano e dei cittadini che la fruiscono. Modelli di sviluppo fondati sul consumo di suolo e sulle grandi opere calate dall’alto non solo danneggiano l’ambiente, ma spesso si traducono in costi pubblici enormi e in un impoverimento duraturo del territorio.
Le buone pratiche premiate da Legambiente dimostrano che esiste una via alternativa, fatta di economia circolare, turismo responsabile e valorizzazione delle risorse locali. È questa la montagna che merita investimenti, visibilità e politiche di sostegno.