I saldi estivi prendono il via sabato 4 luglio nella maggior parte d’Italia, ma il clima economico continua a pesare sulle scelte di acquisto delle famiglie italiane. Bollette ancora elevate e prezzi che non accennano a scendere spingono verso una prudenza diffusa, che non riguarda più soltanto i nuclei a basso reddito, ma si estende ormai anche alla fascia media della popolazione.
A fotografare la situazione è l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che ha condotto la consueta indagine sull’andamento degli acquisti a saldo nelle città di Roma, Milano e Napoli. Dalle prime stime emerge che il 36,6% delle famiglie si dichiara propenso ad acquistare durante i saldi, un dato in calo del 3,2% rispetto allo scorso anno. La spesa media prevista per nucleo familiare si attesta a 149,9 euro, in lieve aumento dell’1,3% rispetto al 2025.
A frenare ulteriormente le vendite concorre la progressiva perdita di attrattività dei saldi tradizionali: la proliferazione di promozioni e offerte online e offline lungo tutto l’arco dell’anno ne ha ridimensionato il carattere di evento atteso. Non a caso, oltre il 15% degli acquirenti intenzionati dichiara di aver già effettuato acquisti durante i cosiddetti pre-saldi o vendite private, anticipando di fatto la stagione promozionale.
A sostenere parzialmente il mercato sarà la componente turistica: i visitatori stranieri presenti nel nostro Paese in questo periodo puntano prevalentemente su marchi di eccellenza del made in Italy, contribuendo a stabilizzare il volume complessivo delle vendite.
«I dati dell’O.N.F. confermano una tendenza strutturale: i saldi non sono più un appuntamento irrinunciabile per le famiglie italiane», sostiene Federconsumatori. «Il combinato disposto tra caro-vita, promozioni continue e acquisti anticipati sta ridisegnando profondamente le abitudini di consumo. È il momento di ripensare seriamente il sistema delle vendite promozionali, anche valutando una liberalizzazione dei periodi e delle modalità».